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Era il 22 Gennaio del 1984 quando, durante il diciottesimo Super Bowl, andò in onda il primo Spot Apple mai realizzato. Il commercial, la cui regia fu affidata niente meno che a Ridley Scott, usava una metafora per contrapporre gli utenti IBM grigi, “quadrati”, sottomessi, alla nascita del primo Mac, rappresentato invece da una giovane ragazza che riusciva, prima di essere fermata, a scagliare un martello e a distruggere la fonte che inibiva le menti degli utenti.
Lo Spot finiva poi con le seguenti parole: “Il 24 Gennaio Apple Computer introdurrà Macintosh, e voi vedrete come mai il 1984 non sarà come il 1984”. Adesso più che mai vorremmo che quelle parole fossero ancora valide. Adesso più che mai vorremmo sentircele ripetere. Adesso più che mai vorremmo accendere la televisione e rimanere incantati a guardare una ragazza che corre. La differenza con i presupposti di quegli anni rispetto ai nostri giorni è lampante. Basta un attimo, un occhiata, per rendersi conto che il gioiello con cui state leggendo queste righe, seppur esteticamente gradevole e sicuramente più stabile e performante di qualsiasi altra macchina in commercio, non si avvicina neppur lontanamente agli ideali con cui è nato: nel 1984 i Macintosh erano progettati per essere un’alternativa al tradizionale, per essere unici, per essere insuperabili, per aiutare l’utente ad esprimere il suo potenziale creativo. Dal 2000 in poi i Computer con la mela furono progettati per fini commerciali, e per dirlo in parole povere: “per vendere”. Triste. Oggi ci troviamo davanti a una macchina senza dubbio ottima, ma la cui filosofia è cambiata nel tempo e per accorgersene basta aprire una rivista dedicata: un tempo si guardava il prodotto, se ne analizzavano i particolari, si descriveva l’odore che aveva appena uscito dalla confezione, mentre adesso sono più le analisi di mercato ei grafici di bilancio a riempire pagine e pagine a fondo bianco. Paradossale. Una volta Apple era una azienda a sè, quasi non faceva parte del mercato, tutti investivano e guadagnavano con questa azienda incrollabile e in costante crescita. Oggi no. Oggi Apple viene a compromessi: BootCamp per installare l’Os Microsoft sul proprio Mac, gli iPod accessibili anche da un Pc, Safari per Windows, processori Intel e molto altro... Di fronte a questi cambiamenti dettati dall’agonismo insito nei principi del capitalismo, possiamo solo sperare in un cambio di direzione, un ritorno all’unicità e ai fondamenti che questa azienda ci ricorda e a una riaffermazione del noto luogo comune: Linux agli smanettoni, Il Mac ai creativi e il Pc a tutti gli altri.
Commenti. Gordon Irving (Qwertykkk) |